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Il 9% dei mammiferi non resisterebbe ad un cambiamento climatico

Washington - Il 9 % delle specie di mammiferi che abitano nell'Emisfero Occidentale (e fino al 40 % in certe aree piu' critiche) non riuscirebbe ad adattarsi abbastanza in fretta al cambiamento climatico. La naturale abilita' di queste specie nello spostarsi per raggiungere delle aree abitabili potrebbe infatti non essere sufficiente. Lo suggerisce una nuova ricerca dell'University of Washington negli Stati Uniti, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

 
In Nord America le temperature aumenteranno di oltre 2 gradi entro il 2070

Washington - In numerose regioni del Nordamerica la temperatura si alzera' di piu' di due gradi centigradi entro il 2070. Fra le aree piu' colpite, la Baia di Hudson, in Canada, con un inverno che potrebbe essere piu' caldo fino a 6 gradi. La ricerca e' opera della Ohio State University e rappresenta il primo studio in cui si costruisce un modello che combina fra loro diversi modelli climatici raggiungendo un punto di compromesso mediante statistiche spaziali. Le analisi indicano una probabilita' del 97,5 % di avere un rialzo medio di temperatura di circa 2 gradi centigradi entro il 2070 nelle regioni settentrionali americane: un dato che incontra quello delle Nazioni Unite, che prevede un rialzo delle temperature di 2,4 gradi entro il 2070. I modelli climatici utilizzati nel nuovo studio erano applicati sul cambio di temperature nel periodo 2041-2070.

 
L'emissione del Carbonio cambia a secondo dell'uso del legno

San Francisco - Un nuovo studio dell'Universita' della California fornisce una analisi piu' profonda degli impatti globali della deforestazione sulle emissioni di gas serra. Lo studio pubblicato su Nature online sostiene che il volume di gas ad effetto serra rilasciato quando si abbatte una foresta dipende dal luogo da cui gli alberi provengono e da quale sara' il loro utilizzo dopo l'abbattimento.

 
Temperature troppo calde nel Nuovo Galles del Sud

Sydney - Le temperature nel Nuovo Galles del Sud in Australia si alzano in maniera preoccupante, rendendo vulnerabili alle inondazioni le infrastrutture costiere causate dall'innalzamento dei livelli del mare. A sostenerlo, un report governativo della Climate Commission intitolato "The Critical Decade: NSW Impacts and Opportunities" e pubblicato dal Sydney Morning Herald. Il rapporto ha rilevato che le ondate di calore sono aumentate in durata e intensita' e che il numero dei "giorni di fuoco" nella parte occidentale di Sydney e' cresciuto del 60 per cento rispetto al 1970. La crescita di 1,1 metro per la fine del secolo potrebbe mettere a rischio inondazione 60 mila case, 1200 edifici commerciali e 250 chilometri di autostrada.

 
Editoriale- Siamo tutti diventati un bersaglio del terrore

E' a dir poco allucinante. Il volantino con cui un gruppo di persone al suo debutto di fuocorivendica la gambizzazione dell'amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi,è un delirio dalla prima all'ultima riga. Si decide di colpire un uomo a sangue freddo, di sparargli alle gambe, solo e semplicemente perchè questo uomo è uno scienziato che lavora nel settore del nucleare. Dalle parole di questi terroristi si capisce in maniera eloquente, che la questione nucleare è solo un fattore incidentale. Ad essere nel centro del mirino è la scienza, considerata come attività che fa parte del sistema capitalistico e deve dunque essere colpita."La scienza nei secoli passati - scrivono gli anarchici informali del nucleo Olga - ci aveva promesso un'età dell'oro, oggi ci sta conducendo per mano verso l'autodistruzione e la più totale delle schiavitù.

 
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