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Scritto da Roberto Inchingolo
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Venerdì 04 Maggio 2012 16:22 |
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Montreal - Sviluppato un nuovo metodo per identificare le caratteristiche di un particolare strato di ghiaccio, una sorta di "impronta digitale" del livello del mare che puo' aiutare i geofisici a predire i cambiamenti climatici e i suoi effetti sul livello degli oceani. "Quando il ghiaccio si scioglie e si rigforma, produce un pattern molto dettagliato del cambiamento del livello del mare" ha spiegato Carling Hay dell'University of Toronto in Canada, a capo dello studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. "Con il nostro nuovo metodo, possiamo ottenere dati statistici anche da altre fonti non utilizzate in precedenza,
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Scritto da 30 righenews
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Martedì 17 Aprile 2012 15:24 |
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Roma - Le sonde TWINS e IBEX della Nasa hanno ottenuto la mappa completa di una tempesta solare. Una ampia varieta' di dati raccolti che servira' a studiare meglio questi fenomeni e a proteggere i satelliti, i soggetti pù sensibili all'aggressivita' delle grandi tormente dello spazio. Il 5 aprile del 2010, ad esempio, accadde che una massiccia tempesta solare interferi' con il satellite Nasa Galaxy-15 che fini' drammaticamente fuori servizio. In risposta all'emergenza, la NASA ha deciso di studiare l'intera catena di eventi meteorologici spaziali, colpevoli di causare problemi alle missioni terrestri.
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Scritto da Valentina Arcovio
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Martedì 26 Aprile 2011 15:26 |
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Washington - Le autorità hanno fatto bene a lasciare gli aerei commerciali a terra per sette giorni dopo l'eruzione vulcanica dell'anno scorso in Islanda. Lo ha dimostrato un nuovo report pubblicato sulla rivista Pnas. Le preoccupazioni circa gli effetti della cenere del vulcano Eyjafjallajokull sui velivoli erano piu' che giustificate, nonostante le tante polemiche sui costi di questa interruzione. Si stima infatti che l'aver lasciato a terra circa 10 milioni di passeggeri in tutto sia costato da 1,3 a 2,2 miliardi di sterline.
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Scritto da INGV
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Venerdì 18 Novembre 2011 15:42 |
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ESPAS - Near-Earth Space Data Infrastructure for e-Science
Roma - Si è appena conclusa, presso la sede dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), la prima riunione del progetto ESPAS - Near-Earth Space Data Infrastructure for e-Science” sullo studio della meteorologia spaziale terrestre.
Il coordinatore del progetto è il Professor Mike Hapgood dello Science and Tecnology Facilities Council, il responsabile italiano è il Dirigente di Ricerca Bruno Zolesi, fisico dell’INGV.
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Scritto da Franca Bonifazi
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Martedì 08 Marzo 2011 15:58 |
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New York - La variabilita' dell'oscillazione conosciuta come El Nino dovrebbe continuare anche in presenza di un forte riscaldamento globale, e non dovrebbe diventare permanente come teorizzato da alcuni scienziati. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Geophysical Research Letters, basato sull'analisi di sedimenti marini vecchi fino a 70 milioni di anni.
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