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Ottenuta prima mappa globale della fluorescenza per capire se le piante sono in buona salute PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Pisani   
Martedì 07 Giugno 2011 17:22

Annapolis - Scienziati della NASA del Goddard Space Flight Center di Greenbelt hanno costruito una innovativa mappa globale della "fluorescenza" delle piante di terra. Attraverso questo parametro è possibile avere una indicazione, praticamente in tempo reale, dello stato di salute della vegetazione.

La "fluorescenza" della clorofilla è un sottoprodotto rossiccio della fotosintesi, di solito piuttosto difficile da catturare. I ricercatori erano già riusciti a mappare la fluorescenza del fitoplankton degli oceani, ma le nuove mappe sono le prime a focalizzarsi sulla vegetazione di terra che copre l'intero globo.

Spesso, quando si fanno indagini di questo genere, si usano i dati che raccolgono i satelliti e più che sulla fluorescenza ci si concentra sulla luce riflessa dalla vegetazione. In questo modo, però, le informazioni che si ottengono diminuiscono nei periodi di neve o di siccità, e i dati arrivano in ritardo rispetto al momento in cui si verificano i fenomeni biologici a terra.
La rilevazione della fluorescenza della clorofilla invece fornisce un riscontro più immediato dell'attività fotosintetica delle piante. "Con la fluorescenza della clorofilla siamo in grado di dire praticamente all'istante se una pianta è sottoposta ad esempio a stress ambientale - spiega Elizabeth Middleton, della NASA - molto prima che segni come l'ingiallimento delle foglie si manifestino". Le piante che sono meno stressate, infatti, emettono una fluorescenza molto maggiore.
"Nelle piante - chiarisce Johanna Hoiner, che ha guidato il gruppo di ricerca - non si può vedere la fluorescenza a occhio nudo. Quando la luce del sole colpisce una foglia, i cloroplasti ne assorbono la maggior parte e la trasformano in carboidrati attraverso la fotosintesi. Emettono poi circa il due per cento della luce ricevuta, sotto forma appunto di una luce fluorescente in una lunghezza d'onda simile a quella del rosso".

 

Le nuove mappe create, pubblicate sulla rivista Biogeosciences, si sono basate sui dati raccolti nel 2009 dallo spettrometro a bordo del satellite giapponese GOSAT (Greenhouse Gases Observing Satellite). Dati che mostrano un forte contrasto della fluorescenza delle piante da una stagione all'altra. Nell'emisfero Nord, inoltre, il picco della fluorescenza clorofillare si ha a luglio, mentre in quello Sud a dicembre.
Le nuove scoperte confermano precedenti esperienze di laboratorio (e sul campo) che suggerivanno che la fluorescenza clorofillare registrava una caduta in autunno, quando le foglie diminuiscono e lo stress aumenta come risultato di temperature più basse e condizioni di luminosità meno favorevoli.
In futuro, secondo gli scienziati, la misura della fluorescenza potrebbe aiutare gli agricoltori a rispondere meglio alle condizioni climatiche estreme o alle carestie. Inoltre, potrebbe essere utile a capire meglio il ciclo del carbonio degli ecosistemi, una delle aree chive ancora incerte della scienza del clima.

[Clicca QUI per vedere meglio la mappa della fluorescenza]

 

 

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